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sabato 30 giugno 2012

Omaggio a Sam Rodia e alle Watts Towers



Vi racconto una storia. La storia di un italiano che ce l'ha fatta. Storia di un uomo dimenticato. Lasciato in disparte, considerato un pazzo. Ma il genio si sposa con l'estro, con un pizzico di follia. E' il matrimonio perfetto. Ecco a voi Sam Rodia, immigrato italiano (1879-1965) che nel tempo libero nell'arco di trent'anni di duro lavoro e senza la minima conoscenza architettonica realizzò le Watts Towers, tre torri di ferro di altezze diverse. L'opera architettonica realizzata nella periferia di Los Angeles, dove l'uomo era emigrato per lavoro, fu realizzata con materiali di scarto: pezzi di ferro decorati con cemento, cocci, ceramiche e conchiglie. Uno spettacolare intreccio di 17 diverse strutture, la piu’ alta delle quali supera i 30 metri. “Perchè le ho costruite? Non so dirlo. Perchè un uomo realizza i pantaloni? Perchè fa delle scarpe?” diceva Rodia. Opera realizzata da un"ingenuo dell'arte". Opera ancora più grande perchè sinonimo di riscatto umano e sociale. Giustamente torri di libertà per alcuni. Torri di sospetti per altri. Durante la seconda guerra mondiale era stata fatta circolar la voce che quelle strane costruzioni nascondessero antenne radio per comunicare con i nemici giapponesi. Omaggio ad un uomo di cui sicuramente avrete visto il volto: Sam Rodia è l'unico italiano ad apparire nella copertina dell'album dei Beatles Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967). La sua foto è in alto a destra in compagnia di Edgar Allan Poe, Fred Astaire, Carl Gustav Jung e Bob Dylan. Ciao Rodia, italiano indimenticato.

Trailer documentario "I Build the Tower" (2006)

mercoledì 30 maggio 2012

Berlusconi è morto. Sogno o son desto?

Sogno o son desto? Sogno. Ma anche nel sogno si pensa a lui. Forse in modo perverso, forse in modo sadico. Ma in ogni modo si pensa a lui. Non importa se vivo o morto. Meglio morto dicono alcuni. A voi l'ardua sentenza. Ebbene nel bene o nel male, come sempre, è al centro dell'attenzione: Silvio Berlusconi.
Il corpo dell'ex premier, realizzato in gomma siliconica, capelli, stoffa, e' disteso nella teca in aspetto sognante. Ha il volto sorridente, la testa reclinata ''verso sinistra", "rimandando alla sua ossessiva avversione verso la cultura politica progressista da lui sempre indicata come comunista tout-court", spiegano gli autori. Ai piedi un paio di pantofole con Topolino, a testimoniare "il suo carattere gioviale, allegro e giullaresco". Non casuale, infine, la scelta del luogo della mostra: l'opera "volge lo sguardo sognante verso Palazzo Chigi dall'altro lato di Piazza Colonna. Guarda la dimora del Potere che lo ha visto suo abitatore. Andate a vederla, c'è tempo fino a oggi. Forse i vostri sogni potranno essere realizzati. Almeno con l'immaginazione. O magari potresti disperarvi per la sua scomparsa. Ma in ogni modo nonostante il forte realismo che contraddistingue la statua, Silvio, quello in pelle, gomma e ossa veglia ancora su di noi. E magari riderà convinto nel vedere questa singolare iniziativa. E poi il Cavaliere, quello vero, non potrebbe essere nella teca così. Si sentirebbe solo, desolato, triste. Meglio al suo fianco una riproduzione femminile. Sinuosa, delicata, morbida. A fargli compagnia. Così nella vita, così nell'eternità. Finchè morte non li separi. Amen.
Ah dimenticavo. Un minuto di silenzio per Mickey Mouse. Nessuno si è degnato di chiedergli se, almeno lui, è contento della compagnia del Cavaliere.